Il nome “Montoro” deriva per contrazione da Monte d’Oro dovuto ai riflessi color paglierino di cui al tramonto s’accendono le argille delle colline.

STORIA

Il vino del Castello di Montoro è prodotto nel territorio che formava il piccolo feudo della Famiglia Montoro, come risulta da documenti di archivio nell’A.D. 1020 “Domus Montoria in lucem edidit“.

Il Castello di Montoro ebbe vita autonoma per un Millennio. Ne consegue che per tutto questo periodo, il Castello si dotò di strutture difensive e organizzative, nonché di terreni lavorabili per ricavarne il sostentamento per i suoi abitanti. I terreni meno ripidi furono quindi trasformati in oliveti e vigne, nonché erano presenti bestiame brado e campi dediti alla coltivazione di grano.

Verso la metà del XVI secolo furono scavate sotto il Castello grotte per la conservazione e l’affinamento del vino. Questa primordiale cantina padronale è costituita da un grande ambiente coperto da una gran volta. Contiene una doppia fila di botti in rovere di Slavonia e può contenere circa 600 Quintali di vino. Il vino era destinato alla mensa del Castello stesso e a quella del feudo e ai Palazzi padronali di famiglia in Roma.

Nel 1736 il M.se Giovanni Chigi Montoro sposa Virginia Patrizi, ultima discendente della linea maschile senese dei Patrizi, marchesi di Paganico insediatasi anch’essi come i Montoro a Roma sin dal XVI sec.

Nel 1770 il feudo passò per successione alla Famiglia degli attuali proprietari: i Naro, marchesi di Mompeo. Furono, tuttavia, mantenuti i cognomi della famiglia Patrizi Montoro.

Nel 1816 poi, il Papa Pio VII, acconsentì alla politica di ammodernamento suggerito dal cardinale Consalvi che indusse la famiglia ad abolire l’ordinamento feudale.

Arriviamo quindi agli inizi degli anni ’60, anno in cui termina il sistema agricolo fondato sulla Mezzadria, in cui la fattoria poderale vissuta e gestita dalla famiglia colonica, partecipava attivamente alle attività della Azienda.

Montoro forte dei suoi 1000 Ha, possedeva circa una quarantina tra poderi, case coloniche e cascine. Il M.se Filippo Patrizi Montoro con l’ausilio dei suoi collaboratori Zeno e Ciro Ragazzini decise di svolgere a Montoro un tipo di agricoltura estensiva con campi dediti alle colture cerealicole e oleaginose e a impiantare circa 120 Ha di vigneto specializzato. La riconoscenza per i buoni risultati conseguiti sono arrivati dalla premiazione di importanti riconoscimenti quali la medaglia d’oro al primo Banco d’assaggio dei Vini a Torgiano (PG) nel 1973, per il Rosso Castel Montoro ottenuto con uvaggio di Sangiovese Merlot e Barbera. Il vino si afferma a livello nazionale e in qualche paese estero come in Canada e Stati Uniti.

Attualmente la proprietà si estende per circa 700 ettari, dei quali 90 a vigneto. Il M.se Patrizio ha dato nuovo impulso alla Cantina e ai vigneti con un programma di ammodernamento strutturale partito nel 2002 affiancato dal fratello Corso e da Emanuele Ragazzini che continuano nella loro filosofia aziendale di grande cura nella produzione e desiderosi di affrontare le nuove sfide della commercializzazione odierna.