La tradizione nella vinificazione delle uve della terra di Montoro risale ad epoca immemorabile.

Da secoli, il vino del Castello di Montoro, è prodotto nel territorio che costituiva il feudo della Famiglia Montoro, nato nell’ A.D. 1020 come risulta dalla bolla papale “…Domus Montoria in lucem edidit”, che ne sanciva la nascita e ne autorizzava la produzione.

Il Castello e la famiglia ebbero grande importanza nelle vicende locali.

Pagine tristi, come gli incendi ed i saccheggi del 1320 e 1370 quando furono rubate “…robe et moltissimo vino”.

Ma visse soprattutto di antichi splendori, quando da perfetto gioiello, veniva portato d’esempio per la sua indipendente economia costruita sui frutti della terra. Verso la metà del XVI secolo poi, vennero scavate sotto il Castello, grotte per la conservazione e l’affinamento del vino, che a quel tempo era venduto a dieci scudi a barile e a due baiocchi a boccale.

Tali grotte sono ancora adibite allo stesso uso, conservando temperatura ed umidità in modo eccellente. Nel 1770 il feudo passò per successione alla Famiglia degli attuali proprietari ed il nome della casata si trasformò in Patrizi Montoro. La tenuta si estende per circa 800 ettari, dei quali 90 a vigneto costituito prevalentemente da uve Sangiovese e per il resto da Merlot, Chardonnay e Grechetto.

Alla vocazione del territorio, ed alla grande cura dell’impianto dei vigneti, si affianca la continuità nella filosofia aziendale, atta alla produzione di uve di grande qualità. La cantina, attrezzata con tecnologie moderne ed efficienti, permette poi di mantenere ed esaltare le doti naturali, organolettiche ed aromatiche delle nostre uve, dalle quali otteniamo i nostri preziosi vini.

Senza dimenticare l'impegno diretto, costante e professionale, del Marchese Patrizio, della nostra brava enologa toscana Graziana Grassini, e di tutte quelle persone che contribuiscono col loro prezioso lavoro e passione, a migliorarci sempre di più.